Su mortu mortu e Is Animeddas: tradizioni sarde tra Ognissanti e Halloween - Felix Hotels

Su mortu mortu e Is Animeddas: tradizioni sarde tra Ognissanti e Halloween

Tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, in numerosi paesi della Sardegna i bambini vanno di casa in casa chiedendo doni “per le anime”. Una tradizione antica, ancora viva, che cambia nome da un territorio all’altro e che presenta sorprendenti analogie con Halloween.

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Quando arriva Halloween, il paragone nasce spontaneo. Anche in Sardegna esistono infatti tradizioni in cui i bambini bussano alle porte delle case per ricevere dolci, frutta secca e piccoli doni.

A Nuoro questa usanza è conosciuta soprattutto come Su mortu mortu; in altre zone dell’Isola si parla di Is Animeddas, Su bene de sas ànimas, Is Panixedda e con altre denominazioni locali.

A Olbia è diffusa l’espressione “Morti morti” e la tradizione mostra oggi un’interessante contaminazione con Halloween: i bambini continuano la questua di casa in casa, ma non è raro vederli mascherati da streghe, fantasmi e altri personaggi della festa contemporanea. Un incontro tra tradizione locale e nuovi linguaggi che gli studi antropologici hanno documentato in modo particolare proprio in Gallura.

Più che una singola festa uguale in tutta la Sardegna, si tratta quindi di un insieme di riti di questua legati al periodo di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti, tra il 1° e il 2 novembre.


Un dono “per le anime”

A studiare approfonditamente queste tradizioni è stato l’antropologo Sebastiano Mannia, docente di Antropologia culturale all’Università degli Studi di Palermo e autore del volume Pro sas ànimas. Forme, funzioni e simboli dei riti di questua infantile in Sardegna.

Il significato della questua va oltre il semplice dono ai bambini. Nella cultura tradizionale, ciò che viene offerto è destinato simbolicamente alle anime dei defunti, sas ànimas. I bambini assumono così un ruolo di mediazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

A Nuoro la formula tradizionale ricordata dall’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico è “pro su ’ene ’e sas ànimas”, cioè “per il bene delle anime”.

Tradizionalmente nei sacchetti finivano soprattutto prodotti della stagione e della cucina domestica: noci, mandorle, fichi secchi, melagrane e dolci. Oggi sono più frequenti caramelle e cioccolatini, ma alcuni sapori resistono.

Tra questi ci sono i papassinos, dolci con uva passa e frutta secca particolarmente legati al periodo dei defunti e ancora oggi protagonisti della tradizione nuorese.


Su mortu mortu è l’Halloween sardo?

Non esattamente.

Mannia ha dedicato proprio a questo confronto il saggio Su mortu mortu vs Halloween. Questue infantili in Sardegna. Le somiglianze sono evidenti: i bambini vanno di casa in casa, chiedono un dono e in alcune tradizioni compare perfino la zucca illuminata.

Ma dal punto di vista antropologico Halloween e le questue sarde sono manifestazioni differenti, sviluppatesi in contesti storici e culturali diversi. Le analogie non dimostrano che una tradizione derivi direttamente dall’altra: mostrano piuttosto la presenza di simboli e pratiche rituali diffuse in molte antiche società contadine e pastorali europee.

Per questo definire Su mortu mortu semplicemente “l’Halloween sardo” è suggestivo, ma rischia di ridurre la ricchezza di una tradizione che possiede significati propri.

Una tradizione così si capisce meglio vivendola. Prenota il tuo weekend autunnale in Sardegna e scegli la base giusta per te: Nuoro o Olbia.


Una Sardegna da scoprire anche in autunno

Viaggiare in Sardegna tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre significa incontrare un’Isola diversa da quella estiva: più autentica, più lenta, più vicina alle sue comunità. È il periodo ideale per scoprire i centri storici, i musei etnografici, le tradizioni locali e i sapori dell’autunno, dai dolci alle castagne e alla frutta secca.

Per viverla davvero, Felix Hotels ti aspetta in due strutture aperte tutto l’anno.

A Nuoro: dentro la tradizione di Su mortu mortu

Se vuoi conoscere il rito da vicino, il Residence Hotel Grandi Magazzini di Nuoro è il punto di partenza ideale. Da qui puoi immergerti nella cultura locale, visitare il Museo Deleddiano e partire alla scoperta della Barbagia e dei suoi paesi, dove le tradizioni di questo periodo sono più radicate.

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A Olbia: la porta d’ingresso alla Sardegna

Se invece arrivi in nave o in aereo, Hotel Felix Olbia è la soluzione più comoda: porto e aeroporto sono facilmente raggiungibili, e da qui puoi esplorare la Gallura e il cuore dell’Isola. Dopo una giornata tra borghi e tradizioni, ti aspetta anche l’offerta gastronomica di Felix Taste.

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Prenota la tua Sardegna d’autunno

Tra Ognissanti e la commemorazione dei defunti, la Sardegna mostra uno dei suoi volti più autentici: quello delle comunità, della memoria e di tradizioni capaci ancora oggi di coinvolgere i bambini e le famiglie.

Non limitarti a leggerne: vivila. Scegli la tua base, prenota online e parti alla scoperta dell’Isola che non ti aspetti.

Fonti

  • Sebastiano Mannia, Pro sas ànimas. Forme, funzioni e simboli dei riti di questua infantile in Sardegna, Il Maestrale, 2023.
  • Sebastiano Mannia, Su mortu mortu vs Halloween. Questue infantili in Sardegna, in La festa delle zucche vuote, FrancoAngeli, 2020.
  • ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna.

Regione Autonoma della Sardegna – SardegnaTurismo.

Note
Sebastiano Mannia, citando una ricerca condotta anche a Olbia, documenta infatti proprio una ibridazione fra la questua tradizionale dei “morti-morti” e Halloween. Nel campione olbiese analizzato, il 55,1% dei bambini celebrava solo i morti-morti, il 12,2% solo Halloween e il 32,7% entrambe le ricorrenze. Lo studio osserva inoltre casi di bambini che mantengono la richiesta tradizionale ma si presentano mascherati da vampiri, fantasmi o altri personaggi di Halloween. Mannia collega questo fenomeno anche al carattere multiculturale di Olbia e della Gallura. archivioantropologicomediterraneo.it

Anche le cronache locali recenti confermano che il 2 novembre a Olbia i bambini girano ancora nei quartieri gridando “Morti morti”, spesso indossando costumi da streghe, maghi, supereroi o personaggi più propriamente halloweeniani. https://www.olbia.it/olbia-i-morti-morti-animano-i-quartieri-della-citta

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