Felix Hotels ha immaginato tre itinerari di tre notti ciascuno che non sono semplici percorsi turistici, ma veri e propri viaggi nell’identità sarda, collegando alcune delle location più autentiche e suggestive dell’isola. Ogni tappa è pensata per immergersi completamente nel territorio, dedicando il giusto tempo a borghi millenari, siti archeologici straordinari e panorami mozzafiato, con il comfort di strutture che sanno interpretare l’ospitalità sarda nel suo senso più profondo.
La Sardegna non si racconta, si attraversa. Come scriveva Grazia Deledda, “La Sardegna è fuori dal tempo e dalla storia“, un’isola che custodisce nei suoi paesaggi millenni di civiltà nuragica, tradizioni pastorali immutate e una natura che alterna con generosità scogliere vertiginose, spiagge candide e altopiani silenziosi. Attraversare quest’isola significa comprenderne l’anima stratificata, passando dal turchese della costa ai graniti della Barbagia, dai profumi della macchia mediterranea ai sapori genuini delle zone interne.

Itinerario 1: Felix Coast-to-Coast – Una traversata alla scoperta del mare interno della Sardegna, la Barbagia.
Durata: 3 notti | Da Santa Caterina di Pittinuri a Bari Sardo
Questo itinerario attraversa la Sardegna da ovest a est, un vero coast-to-coast che collega il Montiferru alle coste orientali, passando per il cuore pulsante della Barbagia. È un viaggio che Salvatore Satta avrebbe probabilmente apprezzato, lui che scriveva del “tempo immobile” della sua Nuoro, città sospesa tra tradizione e modernità.
Giorno 1: Santa Caterina di Pittinuri e l’Arco di S’Archittu
Mattina: Alla scoperta dell’arco naturale
La partenza è dal Felix Hotel La Baja, immerso nella quiete di Santa Caterina di Pittinuri, frazione marina di Cuglieri. Questa struttura incarna perfettamente la filosofia dell’accoglienza sarda: camere spaziose affacciate sul mare, un’atmosfera rilassata e familiare che invita al relax. La posizione privilegiata permette di raggiungere a piedi le piccole calette della zona e di godere di tramonti che tingono di rosso e oro le falesie calcaree. Gli ospiti possono godere delle piscine circondate da vegetazione mediterranea, perfette per rinfrescarsi dopo una giornata di esplorazione, mentre il ristorante celebra i prodotti del territorio con piatti della tradizione cuglieritana, dai culurgiones ai dolci a base di miele e mandorle.
Dalla struttura, bastano dieci minuti d’auto lungo la SP 59 per raggiungere S’Archittu, uno dei fenomeni naturali più fotografati della Sardegna occidentale. Questo arco di roccia calcarea, scolpito dai millenni di azione del maestrale e del mare, si erge come una cattedrale naturale sulle acque cristalline. La passeggiata lungo i sentieri che costeggiano la scogliera offre punti panoramici straordinari: il contrasto tra il bianco della roccia e l’azzurro profondo del mare crea uno spettacolo che cambia con la luce del giorno. Nelle giornate di maestrale, le onde si infrangono sotto l’arco creando giochi d’acqua spettacolari.
Pomeriggio: Cuglieri e il Montiferru
Nel primo pomeriggio, si risale verso l’interno seguendo la SP 19 che, con i suoi tornanti, conduce a Cuglieri, uno dei borghi più affascinanti della provincia di Oristano. Arroccato sulle pendici del Montiferru a quasi 500 metri di altitudine, Cuglieri domina la costa con una vista che spazia dalle falesie di Santa Caterina fino al Golfo di Oristano. Il paese conserva intatto il suo impianto medievale, con viuzze strette che si arrampicano fino alla Basilica di Santa Maria della Neve, il cui campanile maiolicato è visibile da chilometri di distanza.
Passeggiare per Cuglieri significa scoprire portali in trachite, case padronali con cortili ombrosi e piccoli scorci dove il tempo sembra essersi fermato. Non lontano dal centro, merita una sosta la Chiesa di San Pietro delle Immagini, edificio romanico del XII secolo che custodisce affreschi di rara bellezza.
Prima di rientrare a Santa Caterina, vale la pena addentrarsi brevemente nel Montiferru, l’antico vulcano spento che ha modellato questa porzione di Sardegna. I boschi di leccio e roverella che ricoprono i versanti offrono sentieri per passeggiate rilassanti, e i paesi dell’interno – come Seneghe, famoso per l’olio d’oliva – conservano tradizioni artigianali ancora vive.
Il rientro all’Hotel La Baja nel tardo pomeriggio permette di godere della spiaggia e di un tramonto dalla terrazza dell’hotel.
Giorno 2: Verso il cuore della Barbagia
Mattina: Macomer e l’altopiano
Dopo la prima colazione, si lascia la costa per intraprendere il viaggio verso l’interno. La SS 131 (la Carlo Felice) conduce rapidamente verso Macomer, percorrendo circa 55 chilometri attraverso paesaggi che mutano progressivamente: la pianura del Campidano lascia spazio a dolci colline punteggiate da ovili e sugherete. Macomer è una cittadina di passaggio ma anche un importante snodo storico: il suo territorio conserva testimonianze nuragiche di primissimo piano, come il Nuraghe Santa Barbara, complesso monumentale che si erge su un’altura dominando la valle sottostante.
La visita al nuraghe richiede circa un’ora e offre l’occasione di comprendere la complessità della civiltà nuragica: la torre centrale, circondata da bastioni e costruzioni accessorie, testimonia un’organizzazione sociale sofisticata. Dal sito, la vista spazia fino ai monti del Marghine e della Barbagia.
Pomeriggio: Nuoro e la ricchezza culturale dell’isola
Proseguendo verso est lungo la SS 131 DCN (la superstrada Carlo Felice), dopo circa 35 chilometri si raggiunge Nuoro, città che Salvatore Satta descrisse come sospesa tra il “mondo arcaico” della Barbagia e le aspirazioni moderne. Nuoro è il cuore culturale dell’isola, città natale di Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926, e di artisti, scrittori e intellettuali che hanno dato voce all’identità sarda.
La visita alla città inizia dal Museo Etnografico MAN (Museo dell’Uomo), considerato tra i più importanti d’Europa nel suo genere. Le sue collezioni documentano la vita tradizionale sarda attraverso costumi, gioielli, maschere, strumenti di lavoro e ricostruzioni di ambienti domestici. Particolarmente suggestiva è la sezione dedicata ai costumi tradizionali dei vari paesi della Sardegna, ognuno con le sue peculiarità cromatiche e simboliche.
A pochi passi dal MAN si trova il Museo Deleddiano, allestito nella casa natale della scrittrice. Le stanze conservano arredi originali, manoscritti e oggetti personali di Grazia Deledda, permettendo di immergersi nell’atmosfera della Nuoro dell’Ottocento che fa da sfondo a molti dei suoi romanzi. Come scriveva la stessa Deledda: “Il paesaggio della mia terra è entrato in me, non lo dimenticherò mai”.
Nel tardo pomeriggio, una passeggiata sul Monte Ortobene (circa 10 minuti d’auto dal centro) offre uno dei panorami più completi sulla Barbagia: la vista spazia dai monti del Supramonte fino alla piana di Nuoro, con il massiccio del Gennargentu che chiude l’orizzonte a sud-est. In cima al monte si trova la statua del Redentore, alta 7 metri, meta di un pellegrinaggio tradizionale che si svolge ogni anno l’ultima domenica di agosto.
Sera: Sistemazione al Residence Grandi Magazzini Nuoro
La giornata si conclude al Residence Grandi Magazzini Nuoro, struttura ricavata dalla ristrutturazione dell’ex edificio dei Grandi Magazzini, nel pieno centro della città. Il residence rappresenta un esempio riuscito di rigenerazione urbana: gli ampi spazi comuni, caratterizzati da un design contemporaneo che dialoga con gli elementi architettonici originali, creano un’atmosfera accogliente e raffinata. Le camere sono ampie e luminose, arredate con gusto moderno ma attento ai materiali tradizionali sardi, alcune dotate di angolo cottura per chi desidera maggiore autonomia. La posizione centralissima del Residence permette di esplorare a piedi il corso Garibaldi con i suoi negozi, caffè storici e ristoranti dove assaggiare i piatti della tradizione barbaricina: dal porceddu ai culurgiones, dai formaggi pecorini ai dolci come le seadas. La struttura è ideale per chi desidera vivere Nuoro come un abitante locale, con la libertà di esplorare la città e la comodità di tornare in un ambiente confortevole e silenzioso.
Giorno 3: Da Nuoro alla costa orientale
Mattina: Orgosolo e i murales della memoria
La terza giornata inizia con una delle tappe più suggestive dell’itinerario: Orgosolo, raggiungibile da Nuoro in circa 20 chilometri percorrendo la SS 389. La strada si inerpica tra i monti della Barbagia, attraversando paesaggi di una bellezza aspra e selvaggia, dove i pascoli si alternano a macchie di lecci e sugherete. Orgosolo è conosciuta in tutto il mondo per i suoi murales, oltre 150 opere che ricoprono le facciate delle case del centro storico trasformando il paese in un museo a cielo aperto.
I murales di Orgosolo non sono semplici decorazioni: sono voci di denuncia sociale, testimonianze di lotte contadine, riflessioni sulla pace e sulla guerra, celebrazioni della cultura sarda. Nati negli anni Settanta per iniziativa di un gruppo di insegnanti anarchici milanesi e poi proseguiti da artisti locali e dal senese Francesco Del Casino, i murales raccontano la storia del Novecento attraverso gli occhi di una comunità che ha sempre rivendicato la propria autonomia e identità. Passeggiare per le vie di Orgosolo, tra pastori che conducono le greggi e anziani seduti davanti alle case, significa immergersi in una dimensione dove la Sardegna ancestrale è ancora palpabile.
Il paese conserva anche una tradizione culinaria eccezionale: i ristoranti locali propongono piatti semplici ma di straordinaria intensità, come il maialetto arrosto cotto secondo l’antica tecnica “a carraxiu” (interrato sotto la brace) e i formaggi pecorini stagionati nelle grotte del Supramonte.
Pomeriggio: Lanusei e la discesa verso Bari Sardo
Lasciata Orgosolo, si riprende la SS 389 in direzione est, attraversando il Supramonte, uno dei territori più selvaggi e affascinanti della Sardegna. La strada attraversa la Gola di Gorropu, una delle canyon più profonde d’Europa (anche se per visitarla a piedi servirebbero diverse ore), e offre continui scorci panoramici sulle pareti calcaree e sulle foreste di leccio.
Dopo circa 60 chilometri di curve e tornanti – un percorso che richiede tranquillamente un’ora e mezza – si raggiunge Lanusei, capoluogo dell’Ogliastra. Questo paese, arroccato a 600 metri di altitudine, gode di una posizione panoramica eccezionale: da una parte la vista spazia sui monti del Gennargentu, dall’altra si apre verso il mar Tirreno. Una sosta a Lanusei permette di visitare il centro storico con la Cattedrale di Santa Maria Maddalena e di godere del panorama dal Belvedere, terrazza naturale sulla costa.
Da Lanusei, la SS 198 scende verso il mare compiendo un percorso spettacolare: in pochi chilometri si passa dai 600 metri di quota al livello del mare, attraversando diversi microclimi. I tornanti offrono vedute mozzafiato sul golfo di Arbatax e sulle piane costiere dell’Ogliastra.
Sera: Arrivo a Bari Sardo e il Galanias Hotel & Retreat
Dopo circa 15 chilometri di discesa, si raggiunge Bari Sardo, ridente cittadina costiera dell’Ogliastra. Qui si conclude il coast-to-coast con il soggiorno al Galanias Hotel & Retreat, struttura moderna immersa in un parco privato mediterraneo. Questo hotel si distingue come un vero e proprio rifugio dedicato al benessere olistico: il punto di forza è rappresentato dalle attività di yoga e benessere, con sessioni quotidiane di yoga, meditazione e pratiche di consapevolezza condotte da istruttori qualificati, in ambienti immersi nel verde o sulla terrazza vista mare. L’hotel offre anche ampie piscine – una principale di 25 metri e una dedicata ai bambini – circondate da lettini e gazebo che invitano al relax. Le camere, tutte dotate di balcone o terrazzo, sono arredate con materiali naturali e colori che richiamano i toni della terra e del mare. Il ristorante celebra la cucina ogliastrina con i suoi piatti di mare e di terra, dai culurgiones ripieni di patate e menta ai piatti di pesce freschissimo, dai formaggi stagionati ai dolci a base di miele e formaggio fresco. La spiaggia di Torre di Barì, con la sua sabbia dorata e le acque trasparenti, dista pochi minuti a piedi dall’hotel.

Itinerario 2: Felix Northern Gems – Tra graniti e acque turchesi
Durata: 3 notti | Da Porto San Paolo a Santa Caterina di Pittinuri
Questo secondo itinerario esplora la Gallura nord-orientale e poi attraversa l’isola verso la costa occidentale, un percorso che alterna le acque cristalline dell’area marina protetta di Tavolara alle scogliere granitiche di Santa Teresa, fino ai paesaggi vulcanici del Montiferru. Michela Murgia, scrittrice che ha saputo raccontare la Sardegna contemporanea senza dimenticarne le radici, avrebbe probabilmente apprezzato questo viaggio che connette luoghi di straordinaria bellezza naturale con borghi dove le tradizioni sono ancora vive.
Giorno 1: Porto San Paolo e l’Area Marina Protetta di Tavolara
Mattina: L’isola di Tavolara
Il viaggio inizia dall’Hotel Residence Porto San Paolo, splendida struttura affacciata sulla baia che guarda verso l’Isola di Tavolara, uno dei simboli più iconici della Gallura. L’hotel, con la sua architettura che riprende i toni del granito e della macchia mediterranea, offre camere con vista mare, alcune dotate di terrazzi privati da cui ammirare il profilo inconfondibile di Tavolara, oltre a soluzioni residence con angolo cottura per chi desidera maggiore autonomia. La struttura dispone di accesso diretto alla spiaggia e di una piscina con solarium affacciata sul mare, ideale per chi desidera alternare il mare alla tranquillità del resort.
Tavolara è un massiccio calcareo che si erge per 565 metri dalle acque turchesi, creando un profilo che sembra una piramide distesa sul mare. Definita da Jacques Cousteau come una delle più belle aree marine del Mediterraneo, l’isola è circondata da un’area marina protetta che custodisce fondali di eccezionale ricchezza. Numerosi operatori locali organizzano escursioni in barca che permettono di circumnavigare l’isola, fare snorkeling nelle calette più nascoste e, con un po’ di fortuna, avvistare delfini e tartarughe marine.
Sull’isola, accessibile tramite i traghetti che partono da Porto San Paolo, si trova un piccolo borgo di pescatori con poche case e ristoranti che servono pesce freschissimo. La spiaggia di Spalmatore di Tavolara, con la sua sabbia candida e le acque dalle sfumature caraibiche, è uno degli angoli più paradisiaci della Sardegna.
Pomeriggio: San Teodoro e le sue spiagge
Nel pomeriggio, percorrendo circa 15 chilometri lungo la SS 125 in direzione sud, si raggiunge San Teodoro, località balneare che ha saputo mantenere un certo equilibrio tra sviluppo turistico e tutela ambientale. Le spiagge di San Teodoro sono giustamente celebri: La Cinta, distesa di sabbia bianchissima lunga oltre 3 chilometri e separata dal paese dallo stagno omonimo (importante area umida per l’avifauna), e Cala Brandinchi, soprannominata “Piccola Tahiti” per la trasparenza delle sue acque e la finezza della sabbia.
Lo stagno di San Teodoro merita una visita: le passerelle in legno permettono di addentrarsi tra i canneti dove nidificano fenicotteri rosa, aironi e cormorani. Il contrasto tra l’azzurro intenso del mare e il rosa dei fenicotteri crea scenari di rara bellezza, particolarmente suggestivi al tramonto.
Il paese stesso, con il suo lungomare e le viuzze del centro, offre negozi di artigianato locale, gelaterie e ristoranti dove assaggiare i piatti tipici galluresi: dalla zuppa gallurese (una sorta di lasagna a base di pane, brodo e formaggio) ai dolci come le papassinas.
Sera: Rientro a Porto San Paolo
Il rientro all’Hotel Residence Porto San Paolo permette di godere della cena in uno dei ristoranti tipici della zona, seguito da una serata di relax. La posizione dell’hotel consente una passeggiata serale sulla spiaggia, sotto un cielo stellato di eccezionale nitidezza.
Giorno 2: Verso Santa Teresa di Gallura
Mattina: Olbia e il Museo Archeologico
Lasciato Porto San Paolo, la SS 125 conduce in circa 20 chilometri a Olbia, porta d’ingresso della Gallura per chi arriva via mare o via aereo. Nonostante sia una città moderna e vivace, Olbia conserva un importante patrimonio storico: il Museo Archeologico custodisce reperti che documentano la presenza fenicia, punica e romana nella zona. Particolarmente interessante è l’esposizione dedicata alle navi romane rinvenute durante i lavori per il porto turistico, testimonianza dell’importanza commerciale dell’antica Olbìa.
Il centro storico, con il corso Umberto I, la Basilica di San Simplicio (capolavoro del romanico sardo) e il piccolo museo etnografico, merita una passeggiata di un paio d’ore prima di proseguire verso nord.
Pomeriggio: Palau e l’Arcipelago della Maddalena
Da Olbia, la SS 125 prosegue verso nord attraversando paesaggi granitici di straordinaria bellezza. Dopo circa 40 chilometri si raggiunge Palau, cittadina affacciata sulle Bocche di Bonifacio e porta d’accesso per l’Arcipelago della Maddalena. Prima di entrare in paese, merita una sosta la Roccia dell’Orso, enorme masso granitico modellato dal vento che ricorda le fattezze di un plantigrado e dal quale si gode un panorama spettacolare sull’arcipelago e sulla Corsica.
Palau è un centro vivace, con un lungomare animato e numerosi operatori che organizzano escursioni all’Arcipelago della Maddalena. Anche chi non avesse tempo per visitare le isole può apprezzare il panorama sullo stretto che separa la Sardegna dall’isola principale dell’arcipelago, con le acque che sfumano dal verde smeraldo al blu cobalto.
Da Palau, la SP 90 conduce in circa 25 chilometri a Santa Teresa di Gallura, attraversando un paesaggio dove il granito rosa domina incontrastato. I massi erosi dal vento assumono forme fantastiche, creando un paesaggio quasi lunare punteggiato dalla macchia mediterranea.
Sera: Arrivo al Felix Hotel La Coluccia
Santa Teresa di Gallura è l’abitato più settentrionale della Sardegna, affacciato sulle Bocche di Bonifacio a pochi chilometri dalla Corsica. Il Felix Hotel La Coluccia si trova in una posizione privilegiata, direttamente sulla costa, circondato da rocce granitiche che scendono dolcemente verso il mare. La struttura, immersa in un parco di piante mediterranee, offre camere affacciate sul mare con terrazzi privati da cui godere di tramonti indimenticabili, mentre la Corsica si staglia all’orizzonte. La spiaggia dell’hotel, raggiungibile attraverso un sentiero tra le rocce, è una caletta riparata con acque cristalline ideali per lo snorkeling – un vero angolo di paradiso dove il granito rosa incontra il mare turchese. Il ristorante propone piatti della tradizione gallurese e specialità di mare, mentre il bar sulla terrazza panoramica è il luogo ideale per un aperitivo al tramonto. La piscina, incastonata tra le rocce di granito, crea un’atmosfera unica di perfetta integrazione tra architettura e natura.
Giorno 3: Da Santa Teresa alla costa occidentale
Mattina: Capo Testa e le sue spiagge
La terza giornata inizia con la visita a Capo Testa, uno dei luoghi più spettacolari della Sardegna, raggiungibile in pochi minuti d’auto da Santa Teresa. Questo promontorio granitico, collegato alla terraferma da un sottile istmo di sabbia, offre un concentrato di bellezze naturali: da una parte la spiaggia di Rena di Ponente, con la sua sabbia bianca e fine; dall’altra Rena di Levante, più riparata e intima. Le due spiagge sono separate dall’istmo sabbioso, creando uno scenario unico dove si può passare con pochi passi dal lato battuto dal maestrale a quello più calmo.
Capo Testa è anche un paradiso per gli amanti del trekking: i sentieri tra i massi granitici conducono alla Valle della Luna, un anfiteatro naturale di rocce modellate dal vento dove negli anni Settanta si radunavano gli hippie, e al Faro, da cui la vista spazia sulla Corsica e sulle Bocche. Le cave di granito abbandonate, da cui i Romani estraevano il materiale per i loro monumenti, aggiungono un fascino archeologico al paesaggio.
Pomeriggio: Attraversata dell’isola verso Bosa
Dopo pranzo inizia la parte più impegnativa ma anche più affascinante dell’itinerario: l’attraversata della Sardegna da nord a sud-ovest. Si riprende la SS 133 in direzione sud, verso Tempio Pausania e poi, tramite la SS 672 e la SS 131, si punta verso la costa occidentale. Il percorso, di circa 150 chilometri, attraversa paesaggi molto diversi tra loro: dai graniti della Gallura ai boschi del Limbara, dalle pianure del Logudoro alle colline dell’Anglona.
Una tappa consigliata è Bosa, uno dei borghi più pittoreschi della Sardegna, raggiungibile deviando sulla SS 129 bis. Bosa si distende lungo il fiume Temo (unico navigabile della Sardegna) con le sue case color pastello che si arrampicano fino al Castello Malaspina, fortezza medievale che domina la valle. Il quartiere medievale di Sa Costa, con i vicoli stretti e le scalinate, conserva intatto il suo fascino antico. Le concerie lungo il fiume, ora in gran parte abbandonate, testimoniano l’importanza che la lavorazione della pelle ebbe per l’economia locale.
Bosa è famosa anche per la Malvasia, vino dolce ottenuto da uve passite coltivate sulle ripide terrazze che circondano il paese. Una sosta in una delle cantine storiche permette di degustare questo nettare accompagnato dai dolci tradizionali.
Sera: Arrivo a Santa Caterina di Pittinuri
Da Bosa, la SP 49 conduce in circa 30 chilometri a Santa Caterina di Pittinuri, percorrendo una delle strade costiere più panoramiche della Sardegna. La strada si snoda tra scogliere a picco sul mare e piccole insenature, offrendo scorci indimenticabili soprattutto al tramonto.
Il Felix Hotel La Baja accoglie gli ospiti con il suo ambiente rilassato e familiare. Le camere, arredate con semplicità elegante e materiali naturali, offrono la vista sul mare e sul tramonto che da queste parti assume tonalità infuocate. Dopo i chilometri percorsi, le piscine dell’hotel circondate da vegetazione mediterranea sono il luogo ideale per rigenerarsi. La cena al ristorante dell’hotel è un’occasione per scoprire i sapori del Montiferru: dall’agnello alle erbette ai formaggi pecorini, dai funghi porcini (in stagione) ai dolci a base di miele di corbezzolo.

Itinerario 3: Felix Granite & Sea – Dalla Gallura all’Ogliastra
Durata: 3 notti | Da Santa Teresa di Gallura a Bari Sardo
L’ultimo itinerario propone un percorso che attraversa la Sardegna da nord a sud-est, collegando la Gallura granitica alla costa orientale, passando per l’entroterra della Baronia e dell’Ogliastra. È un viaggio che Emilio Lussu, intellettuale e politico sardo autore di “Un anno sull’Altipiano”, avrebbe probabilmente apprezzato per la sua capacità di mostrare le molteplici anime dell’isola.
Giorno 1: Santa Teresa e l’entroterra gallurese
Mattina: Santa Teresa e le sue spiagge
Il viaggio parte nuovamente dal Felix Hotel La Coluccia di Santa Teresa di Gallura. La prima mattinata è dedicata all’esplorazione delle spiagge nei dintorni di Santa Teresa, tra le più belle della Sardegna settentrionale. Rena Bianca, la spiaggia principale del paese, si trova a pochi minuti a piedi dal centro: una falce di sabbia bianchissima bagnata da acque trasparenti con vista sulla Corsica. Il fondale basso la rende ideale anche per le famiglie.
Proseguendo verso est lungo la costa, si raggiungono calette più nascoste come Conca Verde e Santa Reparata, quest’ultima caratterizzata da una particolare conformazione ad anfiteatro e da acque che sfumano dal turchese al blu intenso. I sentieri tra le rocce permettono di scoprire piccole insenature appartate dove la natura regna incontrastata.
Pomeriggio: Porto Pozzo e l’entroterra gallurese
Percorrendo la SP 90 verso sud-est per circa 15 chilometri si raggiunge Porto Pozzo, delizioso borgo marinaro affacciato su una baia riparata. Il paese ha mantenuto un’atmosfera autentica, con le barche dei pescatori ormeggiate nel piccolo porto e i ristoranti che propongono il pescato del giorno.
Da Porto Pozzo, una deviazione verso l’interno lungo strade secondarie conduce alla Valle della Luna di Aggius (da non confondere con quella di Capo Testa), un paesaggio di massi granitici erosi dal vento che assumono forme antropomorfe e zoomorfe. Aggius stesso, uno dei borghi più caratteristici della Gallura, merita una visita per il Museo Etnografico e per le sue strade lastricate dove si affacciano case in granito perfettamente conservate.
Il rientro a Santa Teresa nel tardo pomeriggio permette di godere nuovamente dell’ospitalità del Felix Hotel La Coluccia, con una cena che celebra i sapori del mare gallurese e una serata di relax godendo della vista dalla terrazza o con una passeggiata lungo la spiaggia privata dell’hotel.
Giorno 2: Dalla modernità della Costa Smeralda alla storia millenaria della cultura nuragica
Mattina: La Costa Smeralda
Lasciata Santa Teresa, la SP 90 e poi la SP 59 conducono verso la celebre Costa Smeralda, percorrendo circa 50 chilometri attraverso paesaggi granitici di straordinaria bellezza. La Costa Smeralda è stata plasmata negli anni Sessanta dall’intuizione del Principe Karim Aga Khan IV, che ne fece un paradiso per il turismo d’élite mantenendo però rigidi vincoli architettonici e ambientali.
Porto Cervo, il cuore mondano della Costa Smeralda, merita una sosta: il porto con le sue imbarcazioni di lusso, la piazzetta con le boutique firmate, la Chiesa di Stella Maris affacciata sul mare. Ma al di là del glamour, la Costa Smeralda offre spiagge di incredibile bellezza: Liscia Ruja (o Lunga Spiaggia), distesa di sabbia bianca lunga oltre un chilometro bagnata da acque turchesi; Capriccioli, formata da tre calette separate da promontori granitici; Romazzino, con la sua sabbia finissima e le rocce rosa che la incorniciano.
Pomeriggio: Arzachena e i siti archeologici
Da Porto Cervo, in circa 20 minuti si raggiunge Arzachena, cittadina dell’entroterra gallurese che custodisce alcuni dei più importanti siti archeologici della Sardegna preistorica. Il territorio di Arzachena è costellato di tombe dei giganti, nuraghi e circoli megalitici che testimoniano la presenza di una civiltà evoluta fin dal III millennio a.C.
La Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu è tra le meglio conservate: la monumentale facciata con la stele centrale alta oltre 4 metri e l’esedra semicircolare creano uno scenario di grande suggestione. Poco distante si trova il Nuraghe La Prisgiona, complesso nuragico circondato da un villaggio di capanne di cui sono ancora visibili le fondazioni.
Altri siti imperdibili sono il Tempietto di Malchittu, struttura megalitica di difficile interpretazione ma di grande fascino, e la Necropoli di Li Muri, il più antico monumento funerario della Gallura.
Sera: Sistemazione al Felix Hotel Parco degli Ulivi
Nel tardo pomeriggio si raggiunge il Felix Hotel Parco degli Ulivi, immerso in un parco secolare di ulivi e macchia mediterranea nel territorio di Arzachena. Questa struttura si distingue per la perfetta integrazione con l’ambiente naturale: le costruzioni basse, realizzate con materiali tradizionali come granito e legno, si distribuiscono tra gli ulivi centenari creando un’atmosfera di pace e riservatezza. Le camere e suite, alcune dotate di giardino privato, sono arredate con gusto contemporaneo che rispetta i materiali e i colori della tradizione gallurese. L’hotel dispone di una piscina immersa nel verde, perfetta per un bagno rigenerante circondati dalla natura, mentre i ristoranti propongono una cucina che valorizza i prodotti del territorio gallurese con creatività e rispetto della tradizione, accompagnata da una selezione dei migliori vini sardi. La quiete del parco, il canto delle cicale d’estate e il profumo del mirto rendono questa struttura un’oasi di relax dove ritrovare il contatto con la natura.
Giorno 3: Verso l’Ogliastra
Mattina: Orosei e il Golfo
La terza giornata inizia con un trasferimento impegnativo ma spettacolare verso sud. Dalla zona di Arzachena, si riprende la SS 125, la strada Orientale Sarda, che percorre tutta la costa orientale della Sardegna offrendo panorami mozzafiato. Dopo circa 90 chilometri si raggiunge Orosei, uno dei borghi più belli della Baronia.
Orosei conserva un centro storico di grande fascino, con chiese antiche (come la Chiesa di San Giacomo Maggiore) e case padronali con portali in pietra. Ma ciò che rende Orosei davvero speciale è il suo territorio: a nord del paese si estende il Golfo di Orosei, tratto di costa tra i più spettacolari del Mediterraneo, con falesie calcaree che precipitano in un mare di un blu impossibile.
Le spiagge del Golfo di Orosei sono in gran parte accessibili solo via mare o attraverso trekking impegnativi: Cala Luna, con la sua spiaggia candida incorniciata da oleandri e le grotte che si aprono sulla falesia; Cala Mariolu, con i suoi ciottoli bianchi e rosa e le acque trasparenti; Cala Goloritzé, considerata una delle spiagge più belle d’Italia, con il suo arco naturale e l’aguglia di roccia che svetta per 143 metri. Numerosi operatori organizzano escursioni in gommone che permettono di visitare queste meraviglie in una giornata.
Pomeriggio: Tortolì e Arbatax
Proseguendo lungo la SS 125 verso sud per altri 40 chilometri si attraversa un paesaggio aspro e selvaggio, dove la montagna scende ripida verso il mare. Si raggiunge così Tortolì, centro principale dell’Ogliastra, e la sua frazione marina Arbatax, riconoscibile dalle caratteristiche rocce rosse di porfido che si ergono sul promontorio.
Arbatax offre un porto turistico, spiagge attrezzate e la possibilità di effettuare escursioni verso le spiagge più remote della zona. La spiaggia di Cea, pochi chilometri a nord, è considerata una delle più belle dell’Ogliastra, con la sua sabbia bianca e fine e le acque cristalline.
Il territorio circostante conserva importanti testimonianze nuragiche: il Nuraghe S’Ortali ‘e Su Monti, complesso ben conservato che domina la piana di Tortolì, merita una visita per comprendere l’importanza strategica di questo territorio nell’antichità.
Sera: Arrivo a Bari Sardo e il Galanias Hotel & Retreat
Da Tortolì, in circa 15 minuti si raggiunge Bari Sardo, dove l’itinerario si conclude al Galanias Hotel & Retreat. Dopo i chilometri percorsi e le emozioni accumulate, questa struttura offre l’ambiente ideale per rilassarsi e rigenerare corpo e mente. Immerso in un parco privato mediterraneo, l’hotel si presenta come un autentico rifugio dedicato al benessere olistico. Il vero punto di forza è rappresentato dalle attività di yoga e benessere: sessioni quotidiane di yoga in diversi stili (hatha, vinyasa, yin), meditazione guidata, pratiche di consapevolezza e workshop tematici condotti da istruttori qualificati, il tutto in ambienti immersi nel verde o sulla terrazza con vista mare. L’approccio olistico del Galanias permette agli ospiti di riconnettersi con se stessi dopo giorni intensi di viaggio. Le piscine – una principale di 25 metri e una dedicata ai bambini – sono circondate da lettini e aree relax immerse nel parco. Le camere, distribuite in villette basse che rispettano il paesaggio, sono ampie e luminose, arredate con materiali naturali. Il ristorante celebra la cucina ogliastrina, terra di tradizioni culinarie che mescolano sapori di mare e di montagna: dai culurgiones (ravioli ripieni di patate, pecorino e menta) ai piatti di pesce freschissimo, dai formaggi stagionati ai dolci come le pardule. La spiaggia di Torre di Barì, con la sua caratteristica torre aragonese, dista pochi minuti a piedi ed è perfetta per chi cerca tranquillità e acque pulitissime.
Come scriveva Salvatore Niffoi, premio Campiello 2006, “La Sardegna è una terra che ti entra dentro, che ti cambia”. Questi tre itinerari sono pensati per chi desidera andare oltre la superficie dell’isola-cartolina, per chi vuole comprendere la stratificazione millenaria di culture, paesaggi e tradizioni che rendono la Sardegna unica nel panorama mediterraneo.
Viaggiare con Felix Hotels significa non solo spostarsi tra luoghi di straordinaria bellezza, ma farlo con la consapevolezza di essere ospitati in strutture che interpretano l’accoglienza sarda nel suo senso più autentico: attenzione ai dettagli, rispetto per il territorio, valorizzazione dei prodotti locali, e soprattutto quel calore umano che fa sentire ogni ospite parte di una grande famiglia.
Che si scelga il coast-to-coast dalla costa occidentale alla Barbagia, il percorso tra i graniti e le acque cristalline della Gallura, o la traversata dall’estremo nord alla costa orientale, ogni itinerario regala emozioni uniche e ricordi indelebili. La Sardegna, come amava dire Grazia Deledda, “è un mondo antico che sa ancora parlare al cuore”, e attraversarla con lentezza, dedicando tempo a ogni luogo e a ogni incontro, è il modo migliore per coglierne l’essenza profonda.
Buon viaggio, e come si dice in sardo: A si biri! – Ci vediamo!



